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lunedì 3 ottobre 2011
lunedì 29 agosto 2011
SIMONETTA AGNELLO HORNBY TORNA ALLE ORIGINI DI SICULIANA: "NON POTREI VIVERE SENZA LA LETTURA". L'INTERVISTA
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| by Fattitaliani |
"Le
origini sono dentro di me, ma non mi aspettavo mai che Siculiana mi
avrebbe dato l'onore di sentirmi cittadina, come lo furono mio padre
e mio nonno". Inizia così la
chiacchierata con la pluripremiata scrittrice Simonetta Agnello
Hornby. L'occasione è
data dalla prima edizione del concorso letterario "Torre
dell'Orologio", bandito e organizzato dalla neo-amministrazione
di Siculiana, provincia di Agrigento. Vi concorrono ventisette titoli
per undici case editrici siciliane: Sellerio,
Dario Flaccovio, Novantacento, Prova d'autore, La Zisa, Kimerik,
Navarra, Carlo Saladino, Edizioni del Mirto, Medinova, Nuova Ipsa.
mercoledì 20 luglio 2011
GIUSEPPE ZAMBITO, AUTORE DE "LE FIGLIE DI CRISTENZIO E ALTRI RACCONTI" A FATTITALIANI: "POLITICI E SCRITTORI HANNO MOLTO IN COMUNE: LEGGONO, INTERPRETANO E TRADUCONO LA REALTÀ". L'INTERVISTA
Un insegnante con il pallino della politica e della scrittura: è Giuseppe Zambito, autore siciliano emergente che con Kimerik editore ha da poco pubblicato la raccolta Le figlie di Cristenzio e altri racconti (pagg. 92, € 12,00). Vicesindaco di Siculiana (Agrigento), è anche l'organizzatore del concorso letterario Torre dell'Orologio patrocinato da Simonetta Agnello Hornby (nella foto sotto assieme a Zambito) che volentieri gli ha firmato la prefazione definendolo un affabulatore naturale e attento osservatore... ci porta in una Sicilia antica densa di luci e di ombre, che sembra moderna, tale è la sua destrezza nel descrivere situazioni, personaggi e sentimenti che appartengono a tutti i tempi.
Gli otto racconti s'intitolano Le figlie di Cristenzio, La canna col cappello, La pupa di zucchero, La seconda morte, La poggia di carrube, La coppola sul letto, La ben levata, Il paradiso delle vedove: ma che c'entra la politica con la vena narrativa? Fattitaliani lo ha chiesto a Giuseppe Zambito.
"Apparentemente sembrerebbero due mondi assolutamente distanti. In realtà, dal mio punto di vista, sia il politico che lo scrittore sono chiamati a guardarsi intorno, a leggere la realtà, sapendola interpretare e tradurre. In politica con fatti concreti e risposte precise a bisogni, nella scrittura le risposte da dare sono altre, alla fantasia, allo spirito, al pensiero, ma comunque sempre agli individui. Per me rivestire questo "doppio ruolo" mi gratifica. L'attività politica ti offre l'incontro quotidiano con le persone, con la realtà... la parte poetica raccoglie tutto questo ma al contempo costruisce altre dieci, mille realtà che si intrecciano, il tutto, naturalmente accompagnato da una sana passione".
Ho scritto da sempre. È il mezzo migliore che conosco per esprimere i miei pensieri, i miei sentimenti, mi piace "assimilare" la realtà e tradurla con parole mie. Parole che per me sono anche immagini, emozioni, sensazioni. Questa pubblicazione per me rappresenta soprattutto "L'opera del coraggio", di lasciare ogni tentennamento e offrirmi al giudizio degli altri. Un ruolo fondamentale lo ha avuto Simonetta Agnello Hornby, che, leggendo dei miei scritti, mi ha da subito sostenuto e incoraggiato, fino a scrivere una presentazione della raccolta.
Da che cosa ha avuto origine la raccolta?
Ho sentito l'esigenza di raccogliere frammenti di ricordi, anche non personali, e di dare vita a personaggi immaginari che hanno stimolato la mia fantasia. Il mio incontro con i "protagonisti" dei vari racconti non è stato semplice. Entrare dentro le loro anime, scoprirne le debolezze, immaginarne le emozioni. Farli muovere dentro spazi a me familiari è stato un percorso di crescita personale che si è tramutato in amore verso la mia famiglia e la mia terra.
Ho sentito l'esigenza di raccogliere frammenti di ricordi, anche non personali, e di dare vita a personaggi immaginari che hanno stimolato la mia fantasia. Il mio incontro con i "protagonisti" dei vari racconti non è stato semplice. Entrare dentro le loro anime, scoprirne le debolezze, immaginarne le emozioni. Farli muovere dentro spazi a me familiari è stato un percorso di crescita personale che si è tramutato in amore verso la mia famiglia e la mia terra.
Che Sicilia racconta?Una Sicilia fatta di sentimenti, di donne coraggiose capaci di muoversi dentro un mondo dominato dal maschio. Una Sicilia dove si alternano sopraffazione e solidarietà. Dove è forte il senso della famiglia e la voglia di riscatto. Dove uomini e donne si agitano alla ricerca di un futuro migliore, ma che spesso, sconfitti da un senso di frustrazione, si rassegnano. Ma è anche la Sicilia bella, delle buone tradizioni, dell'attaccamento alla famiglia e alle proprie radici.
Nei personaggi narrati che cosa si ritrova dei siciliani di oggi?
Purtroppo alcuni aspetti positivi hanno subito la contaminazione della società moderna. In Sicilia come altrove è mutato il sentimento familiare e l'attaccamento alle tradizioni, anche se è a tutt'oggi forte nei giovani il riconoscimento di un'identità siciliana. Soprattutto è mutato in positivo il ruolo delle donne che oggi rivestono sempre più ruoli di primo piano in tutti i settori. Ancora oggi siamo chiamati a confrontarci con la cultura mafiosa che nonostante i tanti progressi, rimane forte ostacolo ad un totale affrancamento dei siciliani.
Purtroppo alcuni aspetti positivi hanno subito la contaminazione della società moderna. In Sicilia come altrove è mutato il sentimento familiare e l'attaccamento alle tradizioni, anche se è a tutt'oggi forte nei giovani il riconoscimento di un'identità siciliana. Soprattutto è mutato in positivo il ruolo delle donne che oggi rivestono sempre più ruoli di primo piano in tutti i settori. Ancora oggi siamo chiamati a confrontarci con la cultura mafiosa che nonostante i tanti progressi, rimane forte ostacolo ad un totale affrancamento dei siciliani.
Quanto c'è da autobiografico negli otto racconti?
L'unico racconto autobiografico è "Le figlie di Cristenzio". In realtà da tempo desideravo scrivere della mia famiglia e soprattutto di mio nonno. È morto che avevo tre anni, quindi non posso dire di avere ricordi nitidi che lo riguardano. Nel corso degli anni mi sono costruito una sua immagine grazie ai tanti racconti di mia madre e delle mie zie e ne ho ricavato una personalità che mi ha incuriosito e affascinato. Scrivere di lui è stato un momento di "riconciliazione" con la mia infanzia. Giovanni Chiaramonte.
L'unico racconto autobiografico è "Le figlie di Cristenzio". In realtà da tempo desideravo scrivere della mia famiglia e soprattutto di mio nonno. È morto che avevo tre anni, quindi non posso dire di avere ricordi nitidi che lo riguardano. Nel corso degli anni mi sono costruito una sua immagine grazie ai tanti racconti di mia madre e delle mie zie e ne ho ricavato una personalità che mi ha incuriosito e affascinato. Scrivere di lui è stato un momento di "riconciliazione" con la mia infanzia. Giovanni Chiaramonte.
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Il libro è acquistabile online su http://www.kimerik.it/Home.asp
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mercoledì 13 luglio 2011
INTERVISTA AL PROF. TULLIO GREGORY: "L'ULTIMO DECENNIO HA MESSO IN EVIDENZA LE PIÙ GRAVI CONTRADDIZIONI"
13 luglio 2011 - GUARDA LA VIDEOINTERVISTA DI GIOVANNI CHIARAMONTE AL PROF. TULLIO GREGORY. Studioso di storia della filosofia e, in particolare, degli studi medioevali e secenteschi, Tullio Gregory è professore emerito di Storia della filosofia presso la Facoltà di Lettere e Filosofia dell'Università di Roma "La Sapienza". Collaboratore, fin dal 1951, dell'Istituto dell'Enciclopedia Italiana, ha proseguito negli anni la propria attività nell'Istituto contribuendo alla pubblicazione del Dizionario Enciclopedico Italiano.
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sabato 25 giugno 2011
L’attore Yari Gugliucci e il suo 1° libro "Billy Sacramento". L'intervista di Fattitaliani: vi racconto un’America diversa dall’immaginario
“Un libro non da leggere ma da comprare”: lo afferma la regista Lina Wertmüller che ha scritto la prefazione di Billy Sacramento (MGC edizioni, pagg. 90, € 9,90), romanzo con cui l’attore Yari Gugliucci esordisce nella narrativa. L’autore definisce il protagonista “un personaggio che nasce da un composè di persone conosciute, incontrate in Italia e all’estero; nasce soprattutto dalla mentalità di giovani che possiamo collocare tra i 20 e 30 anni”. Lo spunto del romanzo è autobiografico come ha più volte spiegato l’attore: ““Dopo essere stato alla Universal Studios di Los Angeles, a festeggiare la mia apparizione nella fortunata serie Desperate Housewives, con la mia auto, la sera e due birre scolate per festeggiare, due pretoriani con la sirena ed un fucile a canna mozza, mi ordinano di scendere. Mi ammanettano, mi sbattono in cella mentre un poliziotto d’ufficio si guarda i miei film sul computer”… L’intervista di Fattitaliani a Yari Gugliucci.
venerdì 24 giugno 2011
MARINA TAGLIAFERRI E GIULIA POGGI SI RIPRENDONO "UN POSTO AL SOLE". L'INTERVISTA DI FATTITALIANI: "LA RECITAZIONE NASCE IN TEATRO"
2.526.000 telespettatori con 10.35% di share e picchi di 3.390.205 telespettatori con 13.29% di share: sono i numeri che ha registrato la popolare soap di Raitre Un posto al sole prodotta da Rai Fiction, FreemantleMedia Italia e Direzione di Produzione tv Rai Centro di Produzione di Napoli nella puntata del 14 giugno in occasione del ritorno dell'amatissimo personaggio Giulia Poggi, interpretata da una veterana del cast, Marina Tagliaferri. "Dopo due anni sono tornata per più motivi, afferma l'attrice a Fattitaliani: intanto spero per la mancanza del personaggio e poi perché c'è un ritorno alle vecchie colonne della serie, cui il pubblico si era molto affezionato".
giovedì 9 giugno 2011
Settanta acrilico, trenta lana: Fattitaliani intervista la giovane autrice Viola Di Grado
Fra pochi giorni si conosceranno i nomi dei cinque finalisti al premio
Strega 2011: Fattitaliani ha intervistato la più giovane degli attuali
dodici candidati, la 23enne catanese Viola Di Grado che con il suo
romanzo d'esordio Settanta acrilico, trenta lana (edizioni e/o, pagg.
192, € 16,00) ha conquistato molti critici e fatto incetta di premi e
riconoscimenti e adesso la candidatura al premio Strega. Eppure la
giovane scrittrice non si aspettava un tale riscontro per il suo debutto
narrativo, perché "sono una pessimista cosmica", ammette. Protagonista
del libro è Camelia che si abitua e si adegua all'assoluto mutismo della
madre, traumatizzata dalla morte del marito finito con l'automobile in
un fosso in compagnia dell'amante.
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