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sabato 12 luglio 2014

Altidona: Ciak sul Fermano 2014, seconda serata. Fattitaliani parla con Cristiano Anania, Alessandro Borghi e Armando Pizzuti

"Anche in tempi di crisi come quelli che tutti i comuni stanno attraversando, è giusto sostenere le attività artistiche e culturali, è un dovere": sono le parole di Enrico Lanciotti, sindaco di Altidona, dove si sta svolgendo la seconda edizione del festival "Ciak sul Fermano", organizzato dall'Associazione "Il Grillo Parlante" e il suo effervescente presidente Annamaria Savini, con la direzione artistica di Cristiana Badiali. Il gradimento da parte del pubblico gli sta dando ragione: il cinema oltre a un arricchimento culturale, può rappresentare in una manifestazione del genere un ottimo volano per far conoscere e valorizzare ulteriormente una meraviglia marchigiana. Stasera saranno proiettati il documentario "Giulietta e Federico" di Mario Orfini e gli ultimi due cortometraggi in gara, "Manuale" di Alberto Felicetti con Armando Pizzuti e "Buon San Valentino" di Cristiano Anania con Alessandro Borghi. Fattitaliani ha scambiato due battute con i due protagonisti e il regista della seconda pellicola.

Ciak sul Fermano, festival del Corto ad Altidona: Fattitaliani intervista i registi Alba Torregrossa e Michele Salvezza

Ha preso avvio la seconda edizione di "Ciak sul Fermano" che si svolgerà fino a domenica 13 luglio nel centro storico di Altidona: la rassegna, organizzata dall'associazione "Il Grillo Parlante" e con la direzione artistica di Cristiana Badiali, prevede la proiezione di nove cortometraggi. Si è cominciato ieri sera dalle 21,30 con  “Ragazze o ortaggi” di Antonio Padovani, “Desire” di Paola Marino, “Primavera” di Alba Torregrossa e “You born” di Michele Salvezza: gli ultimi due registi erano presenti in sala e Fattitaliani li ha interpellati.
Da quale ispirazione nasce il vostro cortometraggio?
Alba TorregrossaL'ispirazione nasce dalla voglia di esprimere qualche cosa di interno che in altre parole forse non si riuscirebbe a dire: il cinema, dunque, mi ha dato l'opportunità di parlare di argomenti che probabilmente non avrei mai avuto il coraggio di riferire a qualcun altro. E' un lavoro molto personale che nasce dal cuore con delle sfumature private che probabilmente sono la forza che creano il corto in sé.
Michele SalvezzaNasce da un fatto di cronaca: mi capitò di ascoltare al tg una notizia in cui si raccontava di una donna incinta che prima di un ponte festivo viene ricoverata in seguito alle doglie e resta tre giorni in ospedale in attesa che i medici ritornino dalle ferie. Questo mi fece riflettere sul fatto che probabilmente quella donna in quel momento si stesse chiedendo se valesse la pena far nascere un bambino in un mondo che si apprestava ad accoglierlo in questa maniera.
In che modo si incontra la dimensione di un'idea personale con quella del lavoro collettivo durante la realizzazione di un film?
La regista Alba Torregrossa e Marco Flammini, direttore della fotografia
Alba TorregrossaIl lavoro è frutto dell'interazione di tante persone ed è importantissimo riuscire a trovare una sintonia perché lavorare bene fa sì che venga fuori un ottimo risultato di cui tutti possano essere soddisfatti e contenti. Non è semplice, ma alla fine si è maggiormente ripagati delle fatiche.
La presentatrice Emily Verdecchia, l'attrice Marcella Braga e il regista Michele Salvezza
Michele Salvezza: Quando si è davanti al foglio bianco la storia viene concepita in modo solitario; dopodiché diventa un lavoro di squadra nel quale cerco di mettere contributi personali di tutti quelli che fanno parte della squadra di lavoro, che siano tecnici come il direttore della fotografia Gigi Martinucci che ha messo il suo immenso talento a servizio della mia storia, sia l'attrice Marcella Braga con la sua capacità e la sua sensibilità: recitare senza dialogo è stata una grossa sfida che ha vinto pienamente. 
Che reazione ti aspetti dallo spettatore nel vedere il film?
Alba TorregrossaPer me è molto importante che ognuno possa capire "quello che vuole capire": m'interessa colpire lo spettatore in qualsiasi modo. Essendo una cosa molto personale, anche lo spettatore vede l'opera in un'ottica personale, quindi diventa essenziale che ci siano letture differenti.
Michele Salvezza: Mi piace credere come diceva il maestro Fellini "non bisogna capire, ma sentire con l'abbandono": è una citazione che sposo in pieno perché penso sia sopravvalutato il tentativo di capire, in realtà è molto più importante e necessario cercare di sentire, di entrare in sintonia con quello che si guarda e, nel mio caso, con chi guarda. Giovanni Zambito.

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Marcella Braga ed Emily Verdecchia fra l'attore austriaco Hans Christian Hass e i giurati Claudio Venneri e Umberto Innocenzi



Emily Verdecchia, Cristiana Badiali (direttore artistico del Festival), Annamaria Savini (presidente de "Il Grillo Parlante") ed Enrico Lanciotti (sindaco di Altidona)





Stasera, sabato 12 luglio, sarà invece la volta di “Manuale” di Alberto Felicetti, “Buon San Valentino” di Cristiano Anania e “Giulietta e Federico” di Mario Orfini. Domenica 13 luglio saranno invece proiettati i due film fuori concorso “Attimi di fuga” di Umberto Innocenzi e “Black stars” di Francesco Castellani. La serata si concluderà con la premiazione finale per il miglior attore, la migliore attrice, il miglior cortometraggio, la miglior fotografia e la migliore regia. I premi saranno assegnati da una giuria di qualità composta da grandi registi e attori. La giuria popolare, composta da 25 persone, decreterà invece “il miglior cortometraggio del pubblico”.

mercoledì 9 luglio 2014

Cinema, dal 10 luglio nelle sale "La madre". Fattitaliani intervista Giordano Petri: la fede, i classici e ... Carmen Maura

Un cast di grandi attori dà vita alla tormentata vicenda di un uomo diviso tra passione, fede e le morbose ossessioni materne: l’icona almodovariana Carmen Maura regala una inedita interpretazione nel ruolo della madre di Paolo, un giovane sacerdote in preda alle tentazioni della carne, interpretato da Stefano Dionisi. Nel cast anche Luigi Maria Burruano, Laura Baldi al suo esordio cinematografico e Giordano Petri che arriva dal cinema autoriale. La Madre, liberamente ispirato all’omonimo romanzo breve del premio Nobel Grazia Deledda è diretto da Angelo Maresca, al suo primo lungometraggio dopo una lunga carriera come attore in teatro, cinema e tv, prodotto da Flavia Parnasi per Combo Produzioni e distribuito da Microcinema. Nelle sale il 10 luglio. Fattitaliani ha intervistato Giordano Petri.

mercoledì 2 luglio 2014

Terrapromessa il documentario di Mario Leombruno e Luca Romano. L'intervista di Fattitaliani: Masseria del Pozzo è una location negata alla vita

In un recinto di lamiera quattrocento rom vivono al centro di un’area divenuta simbolo del disastro ambientale in Campania. Un campo provvisorio costruito dal Comune di Giugliano e costato circa 400mila euro. Tre centimetri di ghiaia e asfalto per separare un insediamento umano da terreni in cui negli anni è stata sversata ogni sorta di rifiuti, legali e illegali. Gli abitanti del campo hanno paura, temono per la salute dei propri figli, invocano l’aiuto delle istituzioni. Da trent’anni sono insediati nella provincia a nord di Napoli, eppure non c’è stato nel tempo alcun miglioramento nelle condizioni di vita, nell’acquisizione di diritti, nel riconoscimento della dignità. 
Una condizione che un rom descrive così: “Siamo l’ultima nazione sulla terra, lo so che la mia gente è povera, è messa male, ma siamo umani anche noi”. Un appello lanciato da una discarica a chi ha voluto che degli uomini vivessero tra i rifiuti e a chi indifferente lascia che questo crimine si compia. Dà voce a questa realtà il documentario Terrapromessa, che concorre all'Ischia Film Festival nella sezione "Location Negata": Fattitaliani ne ha intervistato i registi Mario Leombruno e Luca Romano.
Da che cosa nasce l'interesse sull'argomento?
L'interesse per le vicende della comunità rom di Masseria del Pozzo a Giugliano nasce semplicemente dall'aver appreso della loro storia. Quando si scopre che 500 persone vivono per decisione di un'istituzione pubblica quale è il comune, per altro retto da commissari prefettizi, all'interno di un'area compromessa da decenni di sversamenti di rifiuti legali e illegali, tra fumi di biogas venefico che appestano l'aria, si sente il dovere di intervenire, raccontare, denunciare. Stiamo parlando di una zona, l'Area Vasta di Giugliano, quella dove è stato collocato l'insediamento, che è famigerata per la speculazione camorristica sul ciclo dell'immondizia. Per il commissario governativo alle bonifiche risulta gravemente compromessa, difficilmente bonificabile, e grida vendetta la decisione di costruire un insediamento umano proprio nel centro. Con questo documentario abbiamo provato a portare alla luce questa vicenda, investendo le istituzioni, ad ogni livello, della responsabilità per quello che ci pare in tutta evidenza una scelta criminale. "Terra promessa" è stato uno dei materiali che ha costituito il dossier che un gruppo di lavoro nato attorno al Festival del Cinema dei diritti Umani di Napoli ha presentato alla Commissione Diritti Umani del Senato della Repubblica. Dopo un'audizione in Commissione in cui è stato ascoltato anche un rapppresentante della comunità rom di Masseria del Pozzo, una delegazione della Commissione è venuta a fare un sopralluogo al campo: tante dichiarazioni di sdegno, incredulità e scandalo, a cui è seguita la promessa di trovare in tempi brevissimi una soluzione alternativa. Era l'inizio marzo, sono passati oltre 4 mesi e di quelle soluzioni non c'è traccia.

Qual è il mio grande e negativo cliché che si ha sui rom?
Rom trattati da rifiuti e "depositati" in una discarica, forse non c'è un'azione che più di questa possa simboleggiare la discriminazione di cui sono oggetto gli appartenenti a questa popolazione. I pregiudizi che rendono questo tipo di decisione "accettabile" sono atavici, si sostiene che siano nomadi, che scelgano liberamente di vivere in condizioni così precarie, che siano antisociali, qualcuno sostiene persino ancora che rubino i bambini. Non c'è nulla di più falso: i rom non sono nomadi, la comunità cui fa riferimento il documentario vive a Giugliano da più di 30 anni; (sono profughi della guerra bosniaca, vivrebbero volentieri in abitazioni (provano con difficoltà a prenderne in affitto, ma subiscono la resistenza dei proprietari), non rubano bambini (non c'è un solo caso accertato di questo fenomeno), e la chiusura all'esterno è spesso determinata dalla paura. Per quanto riguarda la presunta asocialità poi: come si potrebbe pretendere il rispetto dei doveri se viene negato qualsiasi diritto?


La sezione in cui il documentario concorre all'IFF "Location negata" sembra proprio azzeccata... 
Masseria del Pozzo è una location negata alla vita, è un luogo di malattia, di sofferenza, eppure abbiamo potuto riscontrare un grande spirito di resistenza: la voglia degli adulti di affrancarsi, il desiderio dei bambini ad andare a scuola, ma anche l'ospitalità, la generosità, il tentativo di aprire un dialogo e di essere riconosciuti, non come un'entità astratta, i rom, piuttosto come individui cui paiono precluse tutte le possibilità di crescita.

L'indifferenza nei confronti di queste comunità in realtà si traduce verso un'indifferenza verso il proprio territorio, non crede?
E' chiaro che negli anni c'è stata tanta indifferenza nei confronti degli affari illeciti che hanno scempiato il territorio, le informazioni erano scarse e forse non c'era un'adeguata sensibilità ambientalista. Eppure sin dagli anni Novanta tanti attivisti, giornalisti, scienziati già denunciavano, affrontando le accuse di allarmismo se non addirittura la derisione del potere politico e di tanti media. A Giugliano molto prima che la terra dei fuochi diventasse "di moda" abbiamo assistito a manifestazioni di protesta con migliaia di cittadini. La responsabilità principale va addebitata a chi ha fatto finta di non sentire quelle denunce, a chi aveva il potere e il dovere di intervenire e non lo ha fatto. Giovanni Zambito.

© Riproduzione riservata


SCHEDA FILM

Regia Direction Mario Leombruno and Luca Romano
Sceneggiatura Screenplay Mario Leombruno and Luca Romano
Fotografia Cinematography Mario Leombruno
Montaggio Editing Mario Leombruno
Musica Music Esmerine, Gogovsky
Produzione Production Mario Leombruno
Location Rom campsite in Masseria del Pozzo - Giugliano in Campania
Lingua Language Italiano
Sottotitoli Subtitle Inglese

martedì 1 luglio 2014

Siculiana, centro di prima accoglienza. Peppe Zambito, segretario provinciale PD: Agrigento sia la provincia del Mediterraneo

Siculiana è un piccolo centro, 4600 abitanti, sulla costa agrigentina, a due passi dalla Scala dei Turchi, che ospita un centro di prima accoglienza. Una struttura che può ospitare 250 persone e che in realtà ha toccato punte di 800-900 ospiti. Una situazione che sta generando preoccupazione nella popolazione, soprattutto dopo un caso di meningite. Proprio a Siculiana il PD dell’unione provinciale di Agrigento promuovere un conferenza sul mediterraneo alla presenza del responsabile nazionale welfare Davide Faraone.
Incontriamo il segretario provinciale Peppe Zambito.

Libro, "I DEBITI DEL VENERABILE DELLA P2 LICIO GELLI": intervista all'autore, il genero Luciano Donnini

"Il manoscritto che vi accingete a leggere inizia con una favoletta metaforica che chi ha orecchie per intendere, certamente intenderà. Nel prosieguo vengono narrati dall’autore, in forma quasi confidenziale, la vita quotidiana, le avventure in latitanza, i sentimenti, le emozioni, le tragedie, lecuriosità vissute dallo stesso dal momento del fidanzamento con Maria Grazia, figlia di Licio Gelli, fino ai tempi attuali". 
Autore del testo è il dott. Luciano Donnini, medico chirurgo specializzato in chirurgia plastica-ricostruttiva ed estetica, genero di Licio Gelli, nonché vedovo della di lui figlia Maria Grazia, rimasta uccisa in un tragico incidente d’auto. 

“Indietro non si torna”, nuovo singolo di Tiziana Serraino: i ricordi, un monito per guardare avanti. L'intervista di Fattitaliani

Venerdì 4 luglio uscirà il nuovo singolo di Tiziana Serraino “Indietro non si torna”, brano carico di significato dove viene espressa l’importanza dei ricordi e di quanto essi ci aiutino ad affrontare al meglio il nostro presente. Dopo il successo dell’album dal nome “Apocalisse”, uscito lo scorso anno, Tiziana Serraino torna nel panorama nazionale con un nuovo lavoro scritto e arrangiato dalla stessa artista con la collaborazione artistica di Fabio Moretti.